Affrontare una truffa online è sempre difficile, tra stress, dispiacere e rabbia. Per questo, è fondamentale non commettere errori e agire con calma, come abbiamo spiegato nella nostra guida step-by-step.
La questione si complica ulteriormente se la truffa online è stata condotta da truffatori esteri: ci si può sentire lontani, spaesati e soprattutto privi di rimedi concreti. Eppure, ci sono diversi strumenti che chi ha subito una truffa può usare per difendersi.
1. Cosa fare se il truffatore è anonimo
Accade spesso che l’autore del reato si trovi all’estero, resti anonimo o, ancora, usi un nome falso. Anche in questo caso, è possibile denunciare la truffa con quella che si chiama denuncia a carico di ignoti.
In questa situazione, è essenziale raccogliere tutti i fatti rilevanti e fornire all’autorità tutte le informazioni in tuo possesso, specificando che non conosci l’identità dell’autore del reato. Saranno poi le indagini a stabilire chi è il truffatore, dove si trova, come ha operato, se ha dei complici e chi altri è coinvolto, trasformando le tracce digitali in prove concrete.
2. E se il truffatore è all’estero?
Anche in questo caso, non bisogna perdersi d’animo.
Innanzitutto, nella maggior parte dei casi, le autorità italiane hanno piena competenza ad indagare su fatti commessi da persone che si trovano all’estero, se almeno parte dell’azione è avvenuta in Italia. Ad esempio, nel caso in cui tu abbia effettuato un pagamento dall’Italia, magari usando un conto italiano o acquistando criptovalute che hai trasferito dal tuo wallet in Italia, le autorità italiane possono comunque occuparsi del caso.
Inoltre, esistono numerosi strumenti di indagine a disposizione delle autorità italiane, che si basano sulla reciproca collaborazione con le autorità straniere. Questi strumenti possono essere utili al tuo caso per:
- Rintracciare pagamenti e bonifici.
- Indagare trasferimenti di valuta virtuale.
- Eseguire perquisizioni e sequestri all’estero.
- Arrestare le persone responsabili nei casi più gravi.
3. Quali sono le autorità alle quali rivolgersi
La Polizia Postale è la forza di polizia creata appositamente per indagare sui reati informatici o comunque commessi con l’ausilio della tecnologia. Si occupa di tutti i crimini informatici e telematici.
Se non sai a chi rivolgerti dopo aver subito una truffa online, il primo passo è presentare una denuncia alla Polizia Postale.
Anche se la Polizia Postale è l’autorità specializzata, ogni commissariato di polizia, ogni caserma dei Carabinieri e ogni sede della Procura della Repubblica ha un ufficio apposito per raccogliere denunce querele, che poi vengono trasmesse in autonomia all’ufficio competente.
È anche possibile depositare una denuncia tramite un proprio avvocato di fiducia. In questo caso, sarà l’avvocato a redigere l’atto insieme a te, a prepararlo e a depositarlo, garantendo la massima correttezza formale.
Altre autorità come la CONSOB o la Banca d’Italia possono ricevere segnalazioni per esercitare i loro poteri ed effettuare ispezioni, ma non sono le autorità giuste alle quali rivolgersi se si vuole fare una denuncia.
4. Quanto tempo ho per denunciare?
Non è sempre facile rispondere a questa domanda.
- Alcuni reati sono perseguibili d’ufficio, il che significa che non ci sono termini per denunciare i fatti.
- Altri reati sono procedibili a querela, il che vuol dire che hai tre mesi dal giorno in cui hai avuto piena conoscenza della truffa.
Questo termine, però, non è sempre fisso e decorre da momenti diversi. Capire se una denuncia è tardiva o è, invece, tempestiva e se gli adempimenti formali sono stati rispettati è un’attività che richiede specifiche competenze legali.
Se vuoi che sia un professionista ad occuparsi della questione e ottenere il massimo supporto, non esitare a contattare il nostro team legale.


