Il tempo delle proroghe è finito. Dal 1° gennaio 2026, la Riforma del Terzo Settore è entrata pienamente a regime, portando con sé non solo nuove agevolazioni fiscali, ma anche una serie di obblighi digitali imprescindibili. Per le ODV, le APS e tutte le realtà iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), la digitalizzazione non è più un “progetto per il futuro”, ma una necessità quotidiana.
In questo articolo facciamo chiarezza su cosa è cambiato e su quali strumenti devi assolutamente padroneggiare per evitare sanzioni o la cancellazione dal registro.
1. Il RUNTS è solo digitale: addio alla carta
Dimentica i faldoni polverosi e le raccomandate a mano. Ogni interazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali avviene esclusivamente tramite il portale telematico del RUNTS.
Entro le scadenze previste per il 2026, ogni ente deve essere in grado di:
- Depositare il Bilancio di Esercizio (e il Bilancio Sociale, dove previsto).
- Aggiornare le cariche sociali in caso di rinnovo del direttivo.
- Comunicare variazioni statutarie in tempo reale.
Per fare tutto questo, il Legale Rappresentante dell’associazione deve possedere obbligatoriamente lo SPID (o CIE) e una Firma Digitale attiva. Senza questi “attrezzi del mestiere”, l’ente è virtualmente paralizzato.
2. La nuova fiscalità 2026
Il 1° gennaio 2026 ha segnato il debutto del nuovo regime fiscale per gli ETS. Questo significa che la distinzione tra attività di interesse generale e attività diverse deve essere tracciata con precisione chirurgica.
Molte associazioni dovranno gestire una contabilità più complessa (separata tra commerciale e non commerciale). Questo richiede l’adozione di software gestionali specifici che permettano di generare rendiconti trasparenti e a prova di controllo.
3. Sicurezza dei dati e consapevolezza digitale
Essere digitali significa anche essere esposti a rischi. Le associazioni gestiscono dati sensibili di soci, donatori e beneficiari. Con l’obbligo di operare online, la Cybersecurity e la conformità al GDPR diventano vitali.
Non si tratta solo di installare un antivirus, ma di creare una vera e propria cultura digitale all’interno dell’associazione:
- Sapere come gestire le password.
- Riconoscere i tentativi di phishing.
- Utilizzare il cloud in modo sicuro per archiviare i verbali delle assemblee.
Il “Metodo Smartwedo”: Supporto Tecnico e Formazione
Noi di Smartwedo sappiamo che per una piccola associazione o un ente del terzo settore, questi obblighi possono sembrare una montagna insormontabile. Per questo abbiamo unito la nostra esperienza nella progettazione di bandi con la nostra anima tecnologica.
Ecco come possiamo supportare la tua associazione:
- Check-up Digitale: Verifichiamo che i tuoi strumenti (PEC, Firma Digitale, Accesso RUNTS) siano pronti per le scadenze del 2026.
- Scrittura Progetti Sociali: Ti aiutiamo a partecipare ai bandi che finanziano proprio la trasformazione digitale e l’acquisto di hardware/software.
- Formazione su Misura: Organizziamo percorsi di orientamento e alfabetizzazione digitale per i tuoi volontari e dipendenti, trasformando l’obbligo burocratico in una competenza professionale.
- Sviluppo Piattaforme: Se il tuo progetto sociale prevede un’App, un sito web o un sistema di gestione donazioni, lo realizziamo noi, garantendo la coerenza con quanto scritto nel bando.
Conclusione: la Riforma come opportunità
La Riforma del Terzo Settore non deve essere vissuta solo come un peso burocratico. L’obbligo digitale è lo strumento che permetterà alle associazioni di essere più trasparenti, più efficienti e, soprattutto, più appetibili per i grandi donatori e per i bandi europei.
La tua associazione è pronta per le scadenze del RUNTS 2026? Non rischiare la sospensione delle agevolazioni fiscali per una firma digitale mancata o un bilancio non depositato.
Contattaci oggi per una consulenza specifica sul Terzo Settore: mettiamo in sicurezza il futuro del tuo ente.


